Per codice sorgente (in Inglese: source code) si intende l'insieme del lavoro svolto da uno o più sviluppatori per scrivere un'applicazione utilizzando determinati linguaggi (C, C++, Java, Pascal, Delphi, PHP, Javascript, Asp, Basic, Fortran, Ada, Perl, Python, Cobol, Assembly, Groovy, ecc.).
Si parla di open-source quando quel codice sorgente è messo a disposizione di chiunque (utenti, programmatori, sistemisti, studenti, appassionati) con una licenza che - in particolare - permetta di:
Proprio per le libertà concesse dalle licenze open-source ci si riferisce a questo fenomeno anche col nome di software libero (in Inglese: free software).
Nota. Molte fonti riportano per open-source e free software significati differenti rispetto a quelli sopra esposti. Personalmente ho deciso, non senza qualche esitazione, di uniformarmi a quelle che sono le definizioni dell'OSI.
Ulteriore confusione può essere generata dal fatto che in Inglese il termine free identifica indifferentemente sia ciò che è gratis che ciò che è libero.
Il fatto che un team di sviluppo decida di rilasciare un prodotto con una licenza open-source comporta notevoli vantaggi:
Se poi il prodotto è anche gratuito il risparmio in termini economici diventa notevole.
A questo punto può sorgere un dubbio: se un'applicazione è utilizzabile e copiabile liberamente, cosa ci guadagna chi la produce? La risposta è complessa perché dipende da parecchi fattori, ma può essere semplificata come segue:
Elencare tutti i progetti open-source sarebbe impossibile, dato il loro numero (enorme e in costante aumento). Altre pagine della sezione Blocco note si ripropongono tuttavia di far conoscere quelli più famosi e utili per la maggior parte degli utenti.
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